I ghiacciai del XXI sec

Mar 25, 2020 | Emergenze Naturali

Agli estremi della terra e in cima alle vette più irte sorgono enormi distese di ghiaccio perenne. Qui tutto sembra immobile, catturato nel tempo dalle correnti orografiche rigidissime e le precipitazioni caratteristiche del gelo.

Luoghi sperduti, trappole per chi cerca di avventurarsi senza conoscenze, deserti silenziosi.

Stiamo parlando dei ghiacciai, concentrazioni di acqua dolce ghiacciata collocata ai poli o in luoghi montuosi tipici delle nevi perenni.

Cosa sono i ghiacciai

Per offrire una riassuntiva definizione, un ghiacciaio è un accumulo naturale di ghiaccio in lento movimento, situato parte sopra (bacino collettore) e parte sotto il limite delle nevi persistenti (bacino ablatore); è dovuto alla trasformazione della neve in neve granulosa, poi in ghiaccio bolloso e, quindi, in ghiaccio compatto e trasparente.

I ghiacciai italiani

I ghiacciai italiani sono di piccole dimensioni rispetto alla media e sono per lo più collocati a nord della penisola, sulle Alpi, eccezion fatta per il ghiacciaio Abruzzese che si trova sugli Appennini.

In Italia le più importanti aree glaciali si possono trovare in:

  • Abruzzo (Ghiacciaio del Calderone, Nevai della Majella);
  • Lombardia (i 4 Ghiacciai delle Orobie‎, il Ghiacciaio dei Forni, Ghiacciaio dell’Adamello, Vedretta del Lupo, Vedretta del Marovin, Meringa o Gran Zebrù, Vedretta di Scais, Ghiacciaio della Sforzellina, Ghiacciaio del Trobio, Vedretta della Spianata, Ghiacciaio del Venerocolo);
  • Piemonte (Ghiacciaio del Belvedere, Ghiacciaio di Bors, Ghiacciaio d’Otro, Ghiacciaio delle Piode, Ghiacciaio della Sesia, Ghiacciaio delle Vigne);
  • Trentino-Alto Adige (Ghiacciaio del Careser, Ghiacciaio della Fradusta, Ghiacciaio dell’Adamello, Ghiacciaio della Marmolada, Meringa (Gran Zebrù), Ghiacciaio Presena);
  • Valle D’Aosta (Ghiacciaio della Brenva, Ghiacciaio del Brouillard, Ghiacciaio di Château Blanc, Ghiacciaio del Coupé de Money, Ghiacciaio del Dôme, Ghiacciaio del Freney, Ghiacciaio del Monte Bianco, Ghiacciaio del Gran Crou, Ghiacciaio des Grandes Murailles, Ghiacciaio di Indren, Ghiacciaio del Laveciau, Ghiacciaio della Lex Blanche, Ghiacciaio del Lys, Ghiacciaio del Miage, Ghiacciaio di Monciair, Ghiacciaio del Money, Ghiacciaio di Montandayné, Ghiacciaio del Nomenon, Ghiacciaio di Patrì, Ghiacciaio di Pré de Bar, Ghiacciaio della Punta Tersiva, Ghiacciaio del Rutor, Ghiacciaio delle Sengie, Ghiacciaio del Tessonet, Ghiacciaio del Trajo, Ghiacciaio della Tribolazione, Ghiacciaio di Triolet, Ghiacciaio di Tsa de Tsan, Ghiacciaio del Tzasset, Grande Ghiacciaio di Verra) e per finire in Veneto (Ghiacciaio della Marmolada).

In totale si contano sulla penisola 56 principali ghiacciai.

Sul sito del Comitato Glaciologico Italiano è possibile consultare un catasto dei ghiacciai italiani, che tiene in assiduo aggiornamento la situazione e il numero dei ghiacciai in Italia.

Qui il documento più recente pubblicato nel 2015 in cui vengono presentate sotto forma di un vero e proprio inventario in cui sono stati classificati 903 ghiacciai che coprono un’area totale di 369.90 km2.

L’area glaciale più vasta in Italia si trova in Valle D’Aosta con il suoi 134 km2 di ghiacciai, coprendo quindi quasi il 40% dell’area glaciale italiana.

La Lombardia vince il primato per il maggior numero di ghiacciai censiti arrivando a 203. I ghiacciai più estesi sono, invece, quello di Forni per un area di 11.34 km2, e quello dell’Adamello che si estende per 15.66 km.

L’Abruzzo costituisce una rara eccezione tra le unità glaciali italiane, poichè possiede le uniche aree presenti in Appennino, facendo della regione la meno glacializzata in Italia con i suoi 0,4 Km2 di superficie gelata.

Cos’è il punto di non ritorno

Numerosi studi confermano ormai che il surriscaldamento globale ha portato lo scioglimento di ghiacciai, calotte polari, nevi perenni, e più aree glaciali ad un cosiddetto punto di non ritorno.

In un certo senso significa che i ghiacciai sono in estinzione, un po’ in tutto il pianeta, fatta eccezione per alcuni rari e isolati casi.

Questa informazione ci viene fornita tramite uno studio di due ricercatori dell’università di Brema e di Innsbruck (rispettivamente Germania e Austria), che dimostra quanto lo scioglimento dei ghiacciai non si fermerà anche se riusciremo a fermare il riscaldamento globale e a rimanere al di sotto dei 2 gradi centigradi medi di innalzamento delle temperature.

Anche i Ghiacciai italiani si stanno ritirando e gli esperti confermano che entro la fine del secolo la superficie dei ghiacciai nostrani si sarà ridotta a un quarto.

È una sentenza pronunciata da Roberto Dianale, dell’Ufficio idrografico della Provincia di Bolzano, che spiega: «Le tendenze, sia climatologiche e di conseguenza di glaciazione, sono confermate dagli ultimi rilevamenti il riscaldamento del clima è conclamato e sulle Alpi, fino a fine secolo, anche gli studi più recenti mostrano una riduzione del ghiaccio per arrivare quasi fino all’estinzione. Dovrebbero rimanere solo un quarto dei ghiacciai di inizio secolo».

Questo è solo uno degli effetti a catena suscitati dai cambiamenti climatici, che ricorda quanto la situazione sia drammatica ed urgente; non deve servire da movente per abbandonare la causa e fermare la ricerca sulle innovazioni sostenibili e soluzioni ottimali ottimali per fermare il cambiamento del clima, ma piuttosto come monito ulteriore del fatto che non c’è più molto tempo e che bisogna agire ora.

Nel prossimo articolo approfondiremo quest’ultimo concetto in prospettiva delle soluzioni che la scienza ci offre oggi per arginare il problema prontamente e proteggere le enormi distese di ghiaccio dalle radiazioni solari e dal calore sempre più intensi.

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