Quando la musica incontra la sostenibilità

Dic 15, 2020 | VAIA il progetto

I destini di VAIA e degli Eugenio in Via Di Gioia non potevano incrociarsi in modo più propizio.

Il 26 settembre 2019 gli Eugenii, – come i fan amano chiamarli – pubblicano Lettera al Prossimo, piattaforma digitale ispirata all’omonima prima traccia dell’album Natura Viva, con una raccolta fondi per la ripiantumazione del bosco di Paneveggio.

Appena due settimane prima, il 12 settembre 2019, nasce formalmente VAIA con l’obiettivo di dare nuova vita a quei tronchi spezzati dalla tempesta.

Il gruppo torinese e VAIA hanno trasformato musica ed energia positiva in azione, ispirati dal bisogno di lanciare un segnale concreto dopo la devastazione del 2018. 

Le prime note di A metà strada, il loro ultimo singolo, sono uscite il 27 novembre proprio dal cono in larice del VAIA Cube. Per l’anteprima, gli Eugenio hanno regalato il nostro amplificatore a venti amici del mondo della musica, e la collaborazione è sbocciata. 

Ma dove affondano le radici di questo binomio? Per scoprirlo, facciamo un piccolo passo indietro per raccontarvi chi sono e da dove vengono gli Eugenio in Via Di Gioia, una delle più recenti rivelazioni del panorama musicale italiano.

Dalla strada alla punta dell’iceberg

Eugenio Cesaro ha 18 anni e inizia imbracciando una chitarra sotto i portici di Torino, ripetendo le solite cinque canzoni che conosce. La strada gli fa da maestra: dell’esperienza busker Cesaro restituisce oggi la straordinaria capacità di intrattenere, testimoniata dalla nota performance estemporanea della band sulla tratta Roma-Torino, che è valsa loro l’attenzione di Linus.  

Il loro primo concerto è datato ottobre 2012. A Cesaro ed Emanuele Via, come racconta il frontman, si aggiunge in extremis Paolo Di Gioia, conosciuto proprio il giorno precedente alla data. Nascono così gli Eugenio in Via Di Gioia.

Al quarto membro del gruppo – un gesto democratico, affermano – viene intitolato il nome del primo album, Lorenzo Federici (2014). Ad esso segue il disco Tutti Su per Terra (2017), che unisce al verso canzonatorio ed autoironico dei brani precedenti i primi riferimenti di carattere ambientale: “sono uno come tanti giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico”, cantano in Giovani Illuminati, in cui la Rete offre accesso illimitato alla conoscenza, ma anche tanta solitudine. In Scivola, il tema della deforestazione richiama a una mancanza di radici non solo letterale: sotto il bombardamento quotidiano della cronaca, “il mondo è diventato impermeabile” – eppure quel “sasso che fa notizia se frana e scende a valle” non può non rimandare ai dissesti idrogeologici e all’impermeabilità del terreno causata dalla cementificazione. 

La punta dell’iceberg è uno degli esempi più limpidi della coscienza degli Eugenio, che in questo esercizio di immaginazione sul mondo del 2050 attraversano con ritmo esilarante riferimenti ad alimentazione sostenibile, sovrappopolazione, invecchiamento demografico, scioglimento dei Poli, innalzamento dei mari, estinzione di massa,  globalizzazione. Con il piglio mordace che li caratterizza,  lo scioglimento dei ghiacci alimenta un “mare così dolce senza sale / diluito così tanto che lo possiamo imbottigliare”, mentre lo scibile offerto dal progresso è una testa che uscendo dall’acqua “non vede il proprio corpo sommerso”, proprio come “la punta dell’iceberg è l’iceberg intero, il resto andato disperso”.

(Eu)genio: un vento di novità

Gli Eugenio hanno portato innovazione nel panorama italiano, e non solo con la loro musica. Innanzitutto, dal singolo Pam nasce nel 2016 PamManprimo videogame musicale in Italia che a suon di prosciutto, Redbull e prugne ripercorre le spericolatezze dei quattro tra le corsie di un supermercato. A inizio 2017, un secondo primato viene raggiunto con “Giovani illuminati”, il primo videoclip italiano girato totalmente in hyperlapse.

Il gruppo torinese si è poi fatto strada affrontando una tematica – quella dell’ambiente – che è stata affatto battuta dal cantautorato italiano. Va letta in questa chiave l’uscita di Natura Viva (2019), in cui trovano spazio riferimenti importanti.

Cesaro e Via si sono incontrati durante il corso di laurea in Design e sostenibilità presso il Politecnico di Torino: ed ecco Cerchi, forma simbolo dell’approccio circolare, che al PoliTo è fiorito sotto la scuola del design sistemico di Luigi Bistagnino

Nella struggente Albero, cantano un’ode al principio di auto-organizzazione naturale: “non hai bisogno di un capo che comandi tutto quanto / forse è proprio questo il punto / il tuo cervello è presente in ogni muscolo / e per questo riesci ad essere equilibrato”. 

Lettera al prossimo, che racconta il disagio di una generazione che affronta una profonda incertezza (“cala la notte e continuo a pensare di aver vinto la guerra / ma non riesco a dormire”), si trasforma in azione con il lancio dell’omonima piattaforma. Varata in collaborazione con Federforeste e Coldiretti, raccoglie 11.000€ in 10 giorni per piantare più di mille abeti rossi nella celebre “foresta dei violini” di Paneveggiodisastrata da Vaia. Oggi Lettera al prossimo continua ad essere un “raduno digitale”, riunendo una serie di contenuti didattici, articoli legati a tematiche ambientali firmati da esperti in forma di “lettere”, e veri e propri progetti, caricati dagli utenti stessi.

Per l’ambiente, un incontro A metà strada

Il 2019 è stato un anno decisivo per la giovane band, che vince la finale di Sanremo Giovani aggiudicandosi la possibilità di presentarsi al Festival 2020 nella categoria Nuove Proposte. Tsunami è al tempo stesso l’immobilismo di un brutto sogno da cui non ci si riesce a svegliare, le sabbie mobili dell’incomunicabilità nell’era del digitale, e il disinteresse di fronte ad un’emergenza imminente. “Guarda lo tsunami che travolge la città /mentre tutto intorno affonda qui si balla / qui si balla”. Una sintesi perfetta di quella “visione dettata dalla scienza e dalla sociologia contemporanea” che il gruppo va da anni delineando nei suoi testi.

A metà strada segna un punto di rottura, esplorando sonorità più internazionali con un testo di impatto in questo momento storico di povertà relazionale.

Rimanere a metà strada può essere pericoloso, quando il cambiamento rimane prigioniero dell’indecisione. VAIA rappresenta la volontà di chi non si tira indietro di fronte alle scelte, di chi ha il coraggio di prendere posizione. Il bivio ci pone di fronte a noi stessi, e non sempre si conosce la direzione giusta da prendere.

Ma “a metà strada” è soprattutto il luogo in cui potersi venire incontro, per proseguire il cammino insieme. Noi crediamo, per dirla con le parole degli Eugenio , che sul tema della sostenibilità ambientale il mondo ora si trovi proprio lì, “a metà strada”, e che sia giunto il momento di scrivere insieme “un copione migliore, per un finale vero”. 

Che i nostri destini possano tornare ad incrociarsi a primavera 2021, per la piantumazione a Paneveggio della “foresta degli Eugenio in Via Di Gioia”.

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